Spaghetti Napolitan, la pasta italiana nata in Giappone
Video pubblicato sul canale YouTube Luca Cesari Storia e Cucina il 29 settembre 2026
Spaghetti (scotti), ketchup, bacon, peperone e cipolla: sono gli ingredienti dei naporitan spaghetti giapponesi. Probabilmente sono la ricetta di spaghetti più diffusa in tutta la nazione e si possono trovare un po’ ovunque, ma i locali che li hanno resi famosi sono i kissanten, le caffetterie giapponesi. Questi locali nascono nel contesto dell’epoca Meiji-Taishō, in parallelo ai caffè europei: luoghi di ritrovo per studenti, intellettuali e artisti che volevano respirare la modernità occidentale. Il concetto stesso di “caffè” veniva dall’Europa: qui si ascoltava musica occidentale, si leggevano riviste di letteratura straniera, si discutevano idee “moderne”. Dagli anni ’20 in poi, molti kissaten divennero “jazz kissa” dove si ascoltava musica jazz americana o rock occidentale su vinile, anche quando non si poteva comprare o ascoltare altrove. È stato uno dei canali principali per diffondere jazz, rock’n’roll, pop britannico e americano tra i giovani giapponesi. Naturalmente molti kissaten, soprattutto nel dopoguerra, iniziarono a servire piatti yōshoku (cucina occidentale giapponesizzata) come omelette rice, naporitan spaghetti o sandwiches (sando) all’occidentale. Piatti che rappresentavano un assaggio di “Occidente” a basso costo per chi non poteva permettersi ristoranti di lusso in stile europeo. I naporitan spaghetti sono un simbolo di questa cultura e molti giapponesi sono affezionati a questa ricetta un po’ retrò che ricorda i sapori di una volta. Nascono all’hotel New Grand di Yokohama alla fine della Seconda Guerra Mondiale con le provviste portate dai militari americani: una genesi che ricorda da vicino quella della nostra carbonara. Si può discutere se sia un piatto italiano preparato in Giappone per gli americani, oppure un piatto americano ispirato all’Italia cucinato dai giapponesi, o una specialità giapponese in stile americano che ricorda l’Italia, ma la sostanza non cambia. Come vuole la tradizione, anche oggi gli spaghetti sono serviti leggermente scotti conditi con ketchup che rende il sugo appiccicoso e dolciastro, qualche pezzettino di bacon, peperone e cipolla (e, a volte, qualche fungo).
