Se il cookie di «Matrix» non è solo un biscotto
Articolo apparso sull’inserto domenicale de Il Sole 24 Ore il 6 ottobre 2024, nella rubrica «Indovina chi sviene a cena»
Quest’anno il film Matrix compie 25 anni, ma rimane uno dei migliori film di fantascienza mai prodotti. Tutti ricordano la scena della pillola rossa e della pillola blu, ma c’è un particolare gastronomico -per così dire- che potrebbe esservi sfuggito.
Quando Neo (Keanu Reeves) si presenta dall’oracolo per sapere se è l’eletto, ovvero colui che metterà fine all’universo artificiale che tiene imprigionata l’umanità, la veggente lo accoglie nella sua cucina mentre sta cucinando i biscotti. Dopo avergli svelato che non è lui il prescelto, gli offre il tipico cookie americano, raccomandandogli di mangiarlo, così si sarebbe sentito meglio. Dietro a questo gesto innocuo si nasconde un significato più profondo giocato sul nome del cookie che, in gergo informatico, è un frammento di programma che viene registrato sul nostro computer quando navighiamo in rete. I cookie hanno diverse funzioni, ma in sostanza contengono un pacchetto di dati che serve a migliorare le funzioni del computer.
Il senso del biscotto del film è di introdurre una parte del programma Matrix all’interno di Neo, permettendogli di fare cose che altrimenti sarebbero state impossibili, trasformandolo di fatto nell’eletto. Infatti, è solo dopo questa scena che Neo scoprirà di avere il potere di contrastare gli agenti di Matrix, incarnazioni in completo scuro e occhiali da sole dei programmi creati per eliminare chi minaccia il sistema. D’altronde questa bella fiaba tecnologica ricalca i classici racconti in cui un eroe entra in un mondo fatato, dove le regole sono sovvertite. Come ci insegnano quei racconti, bisogna sempre stare molto attenti a ciò che si mangia. A differenza di Matrix, spesso i cibi si rivelano dannosi, come quelli che trasformano in maiali i genitori di Chihiro nella Città incantata di Hayao Miyazaki, oppure risvegliano presenze terrificanti: a Ofelia basta un chicco d’uva per scatenare il mostro senza volto nel Labirinto del fauno di Guillermo del Toro. Per non parlare dei funghi e delle pozioni di Alice nel paese delle meraviglie.
Pertanto, la prossima volta che vi troverete in un mondo incantato, scegliete accuratamente cosa mangiare o bere e, in caso di dubbio, lasciate stare. A meno che non siate Neo.
Immagine: Oatmeal cookies di Phoebe Lim, CC BY-SA 2.0, via Flickr
