Basta con i sandwich, voglio il tramezzino!

Basta con i sandwich, voglio il tramezzino!

Articolo apparso sull’inserto domenicale de Il Sole 24 Ore il 22 marzo 2026, nella rubrica «Indovina chi sviene a cena»

Al Caffè Mulassano di Torino campeggia una targa: «In questo locale, nel 1926, la signora Angela Demichelis Nebiolo inventò il tramezzino». Quest’anno si celebra dunque il centenario di un’invenzione, ma non è quella del tramezzino.

La storia italiana del tramezzino si è fondata più sul suo nome che sul prodotto. La parola “tramezzino” – forse coniata da D’Annunzio – negli anni Venti sostituì “sandwich” sull’onda delle campagne contro i forestierismi. Gli esotismi stranieri, costretti a trovare un equivalente italianissimo, si piegarono a soluzioni come “bevanda arlecchino” per cocktail, “sciampagna” per champagne e “fin di pasto” per dessert: termini che non ebbero grande fortuna, a differenza del fortunato “tramezzino”, capace di soppiantare altri calchi anglofoni come “sanduiccio” e “sanguiccio”.

Il sandwich, però, era arrivato in Italia quasi un secolo prima, forse grazie a Francesco Chapusot, cuoco di Ralph D’Abercromby, ambasciatore d’Inghilterra a Torino. Fu lui il primo a menzionarlo all’interno di un ricettario, il suo La cucina sana, economica ed elegante del 1846, ed è possibile che sia il vero responsabile della sua introduzione nella città piemontese. La nascita del celebre panino si deve invece all’aristocratico inglese John Montagu, IV conte di Sandwich, e alla sua passione per il gioco d’azzardo. Per non lasciare il tavolo, si faceva servire manzo freddo o prosciutto racchiusi tra due fette di pane bianco imburrato.

L’idea ebbe un successo tale che, nel giro di pochi anni, aveva già conquistato Londra, come testimonia una guida della città del 1772 e in seguito un dizionario della lingua inglese, che ne riporta la definizione quattro anni prima della morte di lord Sandwich.

Angela Demichelis Nebiolo, rientrata a Torino dopo una lunga permanenza negli Stati Uniti, con ogni probabilità rese popolare la versione americana del sandwich, che oltreoceano aveva assunto la sua forma moderna grazie alla diffusione del loaf bread, la pagnotta rettangolare dalla mollica bianca e soffice, ideale per questo tipo di preparazione.

Non abbiamo dunque inventato il sandwich: gli abbiamo semplicemente cambiato nome e lo abbiamo reclamato come nostro. In altre parole, ci siamo inventati un’invenzione.

Immagine: A plate of grilled sandwich triangles served with crispy French fries. The golden toast and colorful filling make the dish look tasty and inviting, photographed in Mavoor Road, Kozhikode. di Bigul Malayi, CC0, via wordpress

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