Nella cena di gala all’ONU cucina italiana superstar

Nella cena di gala all’ONU cucina italiana superstar

Articolo apparso sull’inserto domenicale de Il Sole 24 Ore il 7 dicembre 2025, nella rubrica «Indovina chi sviene a cena»

80 anni fa nasceva l’ONU, l’agenzia intergovernativa più grande e famosa del mondo, sorta con il preciso scopo di mantenere la pace tra gli Stati. Per onorare otto decenni di dialogo, diplomazia e ricerca globale della pace, l’UNCA (United Nation Correspondent Association) ha puntato tutti gli sforzi sulla cena di gala del prossimo 12 dicembre, affidando la sua realizzazione a un cuoco italiano.

Michele Casadei Massari è l’Executive Chef e fondatore di Lucciola, uno dei ristoranti più amati di New York: diciotto coperti che hanno conquistato Manhattan con un’alta cucina che sa di casa.

In questi anni lo chef ha dimostrato una capacità rara di lavorare con culture diverse, affinata cucinando sia per grandi eventi, sia per personalità del mondo dello spettacolo e dello sport. Il segreto di Michele Casadei Massari consiste nel sapersi mettere a servizio di un progetto, più che a imporre la propria firma. Questa caratteristica, unita alla formidabile tecnica in cucina, lo distingue da molti colleghi, magari più conosciuti al grande pubblico per la capacità di stare sotto i riflettori.

La sfida richiesta da questa cena consiste nel mettere in campo una cucina che abbracci tutto il mondo, inserendo però una matrice italiana che possa dialogare con le altre culture e gli stili alimentari più diversi. Per fortuna sono questi i valori che contraddistinguono la nostra cultura gastronomica. Se la cucina italiana è così amata in tutto il mondo non è solo perchè unisce gusto e salute (se interpretata bene, ovviamente), ma grazie soprattutto alla sua enorme duttilità. La pasta, ad esempio, deve la sua fortuna a livello globale alla capacità di adattarsi a ogni contesto, creando un vero e proprio ponte culturale universale.

Secondo le prime anticipazioni, gli ospiti saranno accolti da arancini al tartufo, polenta con formaggio e marmellata, timballo di maltagliati con funghi e Parmigiano-Reggiano, ma anche dalla cotoletta alla petroniana (nelle versioni di carne, vegetale e di pesce): un precipitato di italianità giocato con grande eclettismo.

Senza dubbio la convivialità è iscritta nel nostro patrimonio culturale, ma è bello sapere che questo soft power sia riconosciuto anche in occasioni importanti come questa.

Immagine: A.ROMA Hotel Roma (Gala Dinner Pool Terrace) di LDC HOTELS & RESORTS ITALY, pubblico dominio, via Flickr

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