«Muffuletta», un panino italiano a New Orleans
Articolo apparso sull’inserto domenicale de Il Sole 24 Ore il 26 maggio 2024, nella rubrica «Indovina chi sviene a cena»
Se quest’estate avete in programma un viaggio nella calda New Orleans alle foci del Mississippi, non potete farvi scappare una delle specialità gastronomiche locali più famose: la muffuletta.
Se il nome vi suona familiare è perché la muffuletta non fa parte della cucina creola, ma è stata importata direttamente dalla Sicilia dove viene tuttora usata per il panino con la milza e quello con le panelle. Si tratta di un panino rotondo dalla pasta soffice ricoperto di semi di sesamo nella parte superiore, proprio come i classici buns degli hamburger. Il nome deriva dal pan boffetto già famoso in epoca rinascimentale, diventato poi mouflette in francese, con il significato di molliccio.
Le vicende di questo panino che ha attraversato l’Atlantico ce le racconta Alberto Capatti nel suo ultimo libro Storia del panino italiano (Slow Food Editore, 2024), insieme a tante altre curiosità su un simbolo della nostra gastronomia.
La muffuletta diventa celebre grazie a Salvatore Lupo che la trasforma in una specialità del mercato centrale di New Orleans nel 1906. In quel periodo il mercato è controllato da due famiglie siciliane spesso in lotta fra loro e il panino diviene il simbolo della loro origine. Oggi si trova in tutti i bar della città.
La ricetta di New Orleans prevede di imbottirla con prosciutto, mortadella, salame, formaggio (provolone o formaggio svizzero) e una salsa vegetale leggermente piccante composta da aglio, olive, prezzemolo, cavolfiore, sedano, peperoncino, olio e aceto. La farcitura con triplo salume è dovuta alla ricchezza statunitense perché le poche ricette italiane degli inizi del Novecento prevedono di cospargerla solo con acciughe sfatte nell’olio caldo. Anche nell’uso attuale della valle del Belice viene condita semplicemente con olio, formaggio, sale e pepe in occasione della festa di San Martino. Oggi la muffuletta è quasi sconosciuta in Italia, almeno con questo nome: diventa guastedda (con la milza) a Palermo e vacuonza a San Giuseppe Jato, mentre figura con il proprio nome nell’Encyclopedia of American Food and Drink di John Mariani.
Assomiglia un po’ al parente che ha fatto fortuna in America di cui abbiamo perso le tracce da anni, ma porta sempre il nostro stesso cognome.
Immagine: New Orleans Muffuletta – The best sandwich I ever had di jc.winkler, CC BY 2.0, via Wikimedia Commons
