Dal curry allo shampoo, la rivincita di Mahomed

Dal curry allo shampoo, la rivincita di Mahomed

Articolo apparso sull’inserto domenicale de Il Sole 24 Ore il 19 luglio 2026, nella rubrica «Indovina chi sviene a cena»

Nel 1810 viene aperto il primo ristorante interamente indiano a Londra. Il 34 di George street era al centro di una zona elegante e il locale era pensato espressamente per i nabob, gli ex funzionari e ufficiali che si erano arricchiti lavorando con l’East India Company e ora sentivano nostalgia di quei piatti speziati.

Non mancava nulla per un locale di classe: arredi in bambù, stampe cinesi, una sala fumatori fornita di narghilè e tabacco indiano, un’ampia scelta di vini e cucina raffinata. Un ritrovo esclusivo, dove piatto di pollo al curry costava più di metà dello stipendio settimanale di un lavoratore comune.

A gestirlo è Sake Dean Mahomed originario del Bengala, ex ufficiale della East India Company, nonché primo autore indiano a pubblicare un libro in inglese. Il locale piace, le recensioni sono buone, i conti no: dopo appena due anni Mahomed è costretto a dichiarare bancarotta. Probabilmente era in anticipo sui tempi – per vedere un altro ristorante indiano a Londra passerà infatti quasi un secolo – o forse la sua clientela preferiva farsi cucinare il curry in casa servendosi dei cuochi portati dall’India.

Ma Mahomed non si perde d’animo. Si trasferisce a Brighton con la moglie dove apre uno stabilimento di bagni terapeutici, unendo vapore, oli aromatici e massaggi. Una pratica di origine indiana che in hindi è chiamata chāmpo, (dal verbo “champna” ovvero “impastare i muscoli”). Gli inglesi ne fanno derivare il termine shampooing e il trattamento è talmente apprezzato che Mahomed diventa Shampooing Surgeon del re Giorgio IV. Qualche anno più tardi arriva a pubblicare un trattato in cui dichiara di poter curare reumatismi, asma, gotta e altro ancora.

La parola “shampoo” circolava già da qualche decennio nella lingua inglese, ma è grazie a Mahomed se diventa popolare la pratica del massaggio e del bagno di vapore terapeutico. La sua attività ha contribuito a radicare l’uso della parola nell’inglese comune, aprendo la strada al significato che gli diamo comunemente del lavaggio dei capelli, attestato in inglese dal 1860 e diffusosi poi in tutto il mondo.

La prossima volta che vi farete uno shampoo pensate a Sake Dean Mahomed, ristoratore fallito, ma con un grande spirito imprenditoriale.

Immagine: Chicken Katsu Curry with Rice – Uchiwa Japanese Cuisine di avlxyz, CC BY-SA 2.0, via Flickr

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