Coca Cola e «amburgher», delizie del Piemonte...

Coca Cola e «amburgher», delizie del Piemonte…

Articolo apparso sull’inserto domenicale de Il Sole 24 Ore il 19 novembre 2023, nella rubrica «Indovina chi sviene a cena»

Qualche tempo fa ho avuto occasione di parlare con Matteo Ghiringhini, curatore del museo Garum di Roma, dove è raccolta la bella collezione di volumi e oggetti di cucina di Rossano Boscolo. Durante la chiacchierata mi ha rivelato di incontrare spesso persone convinte che l’hamburger e la Coca Cola siano invenzioni piemontesi di metà Ottocento. Questa certezza deriva da un ricettario curato da Giancarlo Roversi in cui è riportata la trascrizione dell’opera di Teofilo Barla dal titolo «Il confetturiere, l’alchimista, il cuciniere piemontese di Real Casa Savoja» datato 1854, frutto del fortuito ritrovamento dell’ultima copia superstite su una bancarella d’antiquariato.

Il ricettario è ricco di informazioni sui banchetti privati della casa reale, oltre alla descrizione di molte preparazioni gastronomiche. In uno stile oltremodo pomposo ed enfatico, vengono riportate diverse specialità di Teofilo Barla diventate estremamente famose. Il nostro cuoco sarebbe quindi il padre putativo della Batida de coco, del cioccolato gianduja, del limoncello, del pesce alla mugnaia, del baccalà alla vicentina, del liquore VOV, del filetto alla Rossini (dedicato però a Giuseppe Gabetti) e nientemeno che della pizza margherita con il nome di «Pizza Ludovica», completa di pomodoro, mozzarella di bufala e basilico.

Tra le ricette, anche una spassosissima preparazione di un elisir di foglie di coca e noci di cola, in cui non manca il colorante al caramello e la polverina in grado di creare la «carbonica anidride» tramite una miscela di sua invenzione (ovvero la celebre Idrolitina).

Non manca anche un «panetto soffice e sapido» ricoperto di semi di sesamo, contenente una polpetta schiacciata di «trito di manzo all’Asburgo» rinominata da Barla «Amburgher».

Tutto molto divertente, peccato che la burla di Barla sia stata confezionata in modo da non concedere dubbi ai lettori, a partire dalla scelta della casa editrice, fino ai documenti citati a prova dell’autenticità del ricettario.

Quello che voleva essere un divertissement per gastronomi eruditi, si è rivelato in realtà un falso storico, a cui molti continuano a dare credito: difficile dire se l’ampia produzione dello stesso curatore riservi anche altre sorprese.

Immagine: We've been eating @moderneburger since they opened September 22, 2001 the day before our wedding! Highly recommended! x10-raw-hamburger-fries-moderne-burgervancouver-x10–20121230-S0441107.jpg di roland, CC BY 2.0, via Flickr

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