
Che amor di tortellino
testi di Luca Cesari, illustrazioni di Giuseppe Palumbo
Minerva, collana «Fatterelli bolognesi», 2026, 86 pagine a colori, 12 €. Dai 6 anni
C’era una volta una dea che si annoiava sull’Olimpo. Per distrarsi Venere scese in terra insieme a Marte e Bacco, combatté a fianco dei bolognesi contro i modenesi nella battaglia di Zappolino del 1325 e a fine giornata trovò riparo in un’osteria di Castelfranco Emilia. La mattina seguente l’oste, guercio e bolognese, intravide per un attimo il suo ombelico e ne rimase così folgorato da volerlo riprodurre con la sfoglia. Nacque così il tortellino, almeno secondo la leggenda.
Il libro racconta ai più piccoli questa fiaba divertente e poi fa un passo indietro per spiegare da dove viene. A inventarla fu l’ingegnere bolognese Giuseppe Ceri, che alla fine dell’Ottocento scrisse un poemetto in rima per mettere d’accordo modenesi e bolognesi, da secoli in lite anche sull’origine della loro pasta più celebre, facendo nascere il tortellino a metà strada fra le due città.
Accanto alla leggenda c’è la vicenda vera, ricostruita attraverso vecchi ricettari. Si scopre così che le paste ripiene discendono dalle torte medievali, che i «tortelli bolognesi» del 1501 venivano fritti e cosparsi di zucchero, che a lungo il ripieno fu di pollo e che maiale, prosciutto e mortadella arrivarono solo con Pellegrino Artusi e con i fratelli Bertagni, capaci di portare i loro tortellini secchi fino alle Esposizioni universali di Parigi e Chicago.
Le illustrazioni a colori di Giuseppe Palumbo accompagnano un racconto pensato per lettori dai sei anni in su, che piacerà anche agli adulti curiosi di scoprire come nasce una tradizione.
Il libro è disponibile in libreria e sul sito dell’editore: acquistalo da Minerva
