La pianta degli spaghetti da coltivare in giardino
Articolo apparso sull’inserto domenicale de Il Sole 24 Ore il 3 aprile 2022, nella rubrica «Indovina chi sviene a cena»
Il primo aprile di quest’anno si è celebrato il 65° anniversario di una delle burle televisive più divertenti di sempre, mandata in onda dalla compassata BBC inglese.
All’apparenza era un normale servizio giornalistico del rotocalco “Panorama” che raccontava come si stesse svolgendo la raccolta degli spaghetti in una piantagione svizzera ai confini con l’Italia. Il breve documentario di circa tre minuti spiegava che la stagione era stata particolarmente propizia per la crescita degli spaghetti grazie all’inverno mite e alla scomparsa del punteruolo degli spaghetti, insetto infestante delle coltivazioni. L’autorevole commentatore Richard Dimbleby prestò la propria voce per rendere ancora più credibile il pesce d’aprile mentre sul teleschermo passavano le immagini di donne impegnate nella raccolta di questi lunghi fili di pasta penzolanti dai rami. Il filmato terminava sulla scena della festa del raccolto dove, ovviamente, si mangiavano gli spaghetti degustando il vino nei tradizionali bicchieri di terracotta, mentre lo speaker in sottofondo diceva: “Non c’è niente di meglio dei veri spaghetti coltivati in casa”. Decenni dopo la BBC dichiarò che fu la più grande bufala che un’istituzione giornalistica rispettabile avesse mai fatto.
In centinaia telefonarono in redazione, alcuni per puntualizzare che le informazioni fornite erano false e infondate, ma molti per chiedere le istruzioni per coltivare questi alberi miracolosi in giardino, ai quali fu risposto di infilare qualche spaghetto in un vasetto di passata di pomodoro e sperare per il meglio.
Può sembrare strano, ma nel 1957 gli spaghetti erano ancora un cibo esotico per molti inglesi che si accostavano a questa specialità italiana attraverso i barattoli di pasta pronta, ma non avevano una grande familiarità con la nostra cucina. Alcuni di voi staranno pensando che le cose non sono cambiate poi molto, considerato come gli inglesi maltrattano le specialità italiane, ma in fondo fanno esattamente come noi quando tentiamo di fare il sushi o i burritos casalinghi.
Possiamo però consolarci pensando che nel passato sono stati gli esperimenti più azzardati ad associare la pasta al ragoût francese o alle uova con il bacon americane per creare i grandi piatti della nostra tradizione.
Immagine: spaghetti with Accordion Potato di KFoodaddict, CC BY 2.0, via Flickr
